Monthly Archives: ottobre 2016

Facebook Leads: Aumentarli in 7 mosse

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Siete i responsabili marketing della vostra azienda e approdate per la prima volta nel mondo dei Social Media, che fate?

Probabilmente creerete profili aziendali sulle principali piattaforme social e successivamente, e disperatamente, inizierete a cercare contenuti che possano coinvolgere il vostro target di riferimento. Sbagliato!

Quest’approccio esclude tutti gli aspetti fondamentali per una strategia di marketing efficace.

Per questo, dal principio, dovete porvi prima queste fondamentali domandi:

  • Che cosa state cercando di realizzare attraverso i Social Media?
  • Il vostro target di riferimento è presente su Facebook?
  • I vostri contenuti forniscono quel valore aggiunto che cercate di comunicare ai vostri clienti o potenziali tali?
  • Che budget avete a disposizione? Facebook non è gratis!

Anche chi non mastica di social media marketing sa bene che Linkedin mira ad un pubblico diverso da quello di Facebook perché maggiormente verticalizzato sulle aziende le quali cercano un ambiente più professionale, specie per quelle che operano in un mercato B2B.

Ebbene, Facebook, al contrario di quanto molti pensino, riesce ad accorciare le distanze tra le aziende “umanizzandone” la relazione tramite la pagina aziendale rappresentando così un alleato fondamentale anche per le imprese B2B.

Vediamo ora sette consigli utili per aumentare i “facebook leads” sfruttando al meglio la pagina aziendale. Cominciamo:

  • Espandere la Brand Experience: creare nuove schede (tab) dalle quale poter misurare il traffico proveniente da Facebook con Analytics e impostarne una come Landing Page.
  • Iscrizione alla newsletter: creare una scheda collegata a un format d’iscrizione alla newsletter e pubblicarla periodicamente sulla propria pagina.
  • Stabilire un piano editoriale: sfruttando le piattaforme per la programmazione dei post (HootSuite su tutte ad esempio), cercate di coinvolgere i follower parlando di se stessi ma soprattutto di argomenti che facciano capire al lettore che nel vostro campo siete i migliori!
  • Annunci sponsorizzati: nessun social/sito/database al mondo permette di targettizzare i propri clienti meglio di Facebook! Analizzate quindi bene qual è il segmento al quale volete rivolgervi e create annunci perfettamente coincidenti con le caratteristiche demografiche e psicografiche che ritenete più opportune.
  • Creare movimento: la partecipazione su Facebook a concorsi o dibattiti è enorme. Sfruttare questa tendenza per creare, ad esempio, concorsi a premi in cui ricambiare un contatto, una mail o una condivisione, con qualcosa di concreto, come una consulenza gratuita o un e-book, è un ottimo sistema di engagement. Importante: il valore del “premio” deve essere sempre percepito dal cliente maggiore rispetto alla sua “azione”, che sia appunto lasciare una mail o una semplice condivisione.
  • Dirette streaming: ottimo strumento per rendere partecipe i follower della vita aziendale, meglio ancora se si tratta di eventi formativi, convegni, fiere e simili.
  • Sfruttare la possibilità di postare su altre bacheche: cercate di non essere autopromozionali ma, strategicamente, intervenite come supporto.

Benissimo, a questo punto non dovete fare altro che metterci tutta la creatività che possedete e convertire i follower delle vostre pagine in lead qualificati, pronti all’acquisto.

Web Marketing

Come collegare SEO ed Influencer Marketing?

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Come collegare SEO ed Influencer Marketing?

Brand reputation, incremento della visibilità, lead generation sono solamente alcuni degli obiettivi perseguibili attraverso una strategia di Marketing. Una delle più interessanti è senza ombra di dubbio l’utilizzo della SEO che permette di far diventare gli influencer alleati molto preziosi per il posizionamento online.

Ma come impattano sulla SEO gli influencer?

Utilizzare blogger per attività di SEO sicuramente non è un segreto, tanto meno una novità. Diversi però sono gli elementi che contribuiscono in misura sostanziale alla strategia di posizionamento, tra i quali:

  • Link building: la Link building è un procedimento necessario per migliorare l’autorità di un dominio sul web, generando di riflesso risultati di ricerca organica. La grande audience posseduta da un influencer può certamente rendere visibile il nostro contenuto ad innumerevoli utenti favorendo la possibilità di ricevere un link. Una strada più semplice potrebbe essere quella di chiedere un post sul loro sito facilitando la possibilità di avere un link in entrata.
  • Incremento della reputazione e delle connessioni: attuare una collaborazione con un’ importante influencer si può tradurre nella creazione di relazioni giovando dell’autorità e della credibilità detenuta da quest’ultimo nei confronti dei propri follower. Questo tipo di collaborazione può generare la possibilità di ottenere guest post ed essere citati su blog autorevoli, ottenendo delle connessioni di elevata qualità
  • Valore condiviso: la collaborazione con un’importante influencer permette di raggiungere un pubblico nuovo, favorendo una crescita reciproca. Ma bisogna fare attenzione a valutare se l’influencer è realmente di qualità. Per accertare questo dato possono essere utilizzati strumenti lato SEO come Semrush oppure Seozoom capaci di darci informazioni rilevanti sul sito dell’influencer.

Quali sono i Driver da valutare nell’Influencer Marketing?

A questo punto è doveroso porsi questa domanda, ma ancor più doveroso da parte nostra fornire una risposta. Alcuni importanti Driver sono:

  • Audiance Notevole: forse banale a dirsi, me è sempre consigliabile ricordarlo. Non bisogna soffermarsi solamente sull’aspetto quantitativo, è necessaria un’attenta valutazione in merito alla natura dei follower dell’influencer. Engagement e partecipazione sono elementi da non trascurare in quanto aggiungono qualità ad un numero.
  • Regolare svolgimento dell’attività: in quanto si sta cercando un supporto costante. Utenti poco presenti sui social e che curano raramente il proprio blog non potranno sicuramente fare al nostro caso. Bisogna cercare utenti capaci di generare numerose conversazioni e soprattutto fatte con doverosa regolarità.
  • Affinità settoriale: è necessario trovare qualcuno che parli la nostra stessa lingua. Non necessariamente deve far parte della stessa nicchia, ma avere affinità in termini di tematiche ed intento. Rivolgendosi ad influencer facente parte del nostro mercato ci consentirà di ottenere link preziosi e pertinenti necessari per posizionarci senza ricorrere a pratiche pericolose o addirittura molto costose.

Conclusione

Chiedere aiuto a un influencer può voler dire sia farsi conoscere (brand awareness) sia portare traffico nuovo al tuo sito web (new acquisitions) sia, infine, ottenere dei benefici in termini di posizionamento (backlink).

Web Marketing

Indennità di malattia per freelance con gestione separata: come fare?

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In questo post vediamo come richiedere l’indennità di malattia nel caso in cui siamo freelance (lavoratori autonomi) iscritti alla gestione separata dell’INPS.

La prima cosa da fare è capire se noi e la nostra malattia soddisfiamo i requisiti per ottenere l’indennità.

Il sito INPS in questa pagina distingue due tipi di indennità:

Indennità per degenza ospedaliera:

spetta nei casi in cui il lavoratore non sia titolare di pensione e non sia iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie, per un massimo di 180 giorni di degenza nell’anno solare, compresi i giorni di day hospital, a condizione che:

  • risultino accreditati nei 12 mesi che precedono la data iniziale del ricovero almeno 3 mesi anche non continuativi della contribuzione dovuta alla Gestione separata di cui trattasi;
  • nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo alla predetta Gestione separata non sia superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno.”

l’indennità di malattia:

spetta nei casi in cui il lavoratore non sia titolare di pensione e non sia iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie, per un massimo di giorni nell’anno solare pari ad 1/6 della durata complessiva del contratto e a condizione che:

risultino accreditati nei 12 mesi che precedono la data iniziale del ricovero almeno 3 mesi anche non continuativi della contribuzione dovuta alla gestione separata di cui trattasi;

nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo alla predetta gestione separata non sia superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno.

Come fare domanda

Una volta accertati questi requisiti, possiamo procedere alla nostra domanda seguendo i seguenti steps:

  1. Ottenere il certificato dal nostro medico, copia per noi e inviato telematicamente dal dottore all’INPS (come farebbe per qualsiasi lavoratore)
  2. Visitare il sito dell’INPS, e con il proprio PIN accedere ai “servizi online”
  3. Trovato l’elenco di tutti i servizi, selezionare “DOMANDE PER PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO”
  4. Tra le domande troverete “indennità di malattia e di degenza ospedaliera per i lavoratori iscritti alla gestione separata”
  5. Da questo pannello potrete configurare e inviare la domanda, e successivamente controllarne lo stato di lavorazione
  6.  Esiste invece, sempre sul sito INPS, l’alternativa cartacea della domanda: cliccando qui

Quanto ci spetta di malattia? 

Dipende, ecco le info fornite dall’INPS:

Ai lavoratori iscritti alla Gestione separata:

  • l’indennità per degenza ospedaliera viene corrisposta nella misura dell’ 8% – 12% – 16% assumendo a riferimento l’importo che si ottiene dividendo per 365 il massimale contributivo (art. 2, c. 18, Legge 335/1995) previsto nell’anno di inizio della degenza, a seconda della contribuzione attribuita nei dodici mesi precedenti il ricovero (da 3 a 4 mesi l’ 8% – da 5 a 8 mesi il 12% – da 9 a 12 il 16%).
  • l’indennità di malattia viene corrisposta nella misura del 4% – 6% – 8% assumendo a riferimento l’importo della retribuzione giornaliera che si ottiene dividendo per 365 il massimale contributivo (art. 2, c. 18, Legge 335/1995) previsto nell’anno di inizio della malattia, a seconda della contribuzione attribuita nei dodici mesi precedenti l’evento di malattia (da 3 a 4 mesi il 4% – da 5 a 8 mesi il 6% – da 9 a 12 mesi l’8%).

I tempi per la lavorazione della domanda sono abbastanza lunghi, potrete aspettare anche mesi per ottenere il bonifico. Ricordatevi di farvi dare copia del certificato dal dottore nel momento della sua visita, perchè è probabile che l’agenzia sul territorio vi chieda di inviargli il cartaceo via mail.

Bonifiche ambientali da microspie – intervista

bonifiche ambientali e telefoniche da microspie

In un mondo sempre più digitale e social, dove la privacy diventa una chimera, esiste un mercato molto fiorente dedicato proprio alla salvaguardia della privacy da intercettazioni tramite microspie, rilevatori GPS, e telecamere nascoste. Intervistiamo un esperto di bonifiche ambientali e telefoniche che opera nel nord Italia (principalmente Milano e Lombardia) per saperne di più.

Ciao, in questo momento ci stanno intercettando 🙂 ?

L’intercettazione della persona comune, quella che non è dedita ad attività criminale o associata ad essa con qualche nesso, è difficile che sia possibile. Questo perché l’intercettazione in senso generale del termine deve essere autorizzata da un magistrato, il quale si muove su prove indiziarie. Se non esiste reato o qualche collegamento con qualcuno che lo sta commettendo il magistrato non autorizzerà mai un indagine, tanto meno un intercettazione. Ben altro discorso è invece l’analisi e il rendiconto che i social network e i motori di ricerca fatto quotidianamente a nostro discapito. In quel caso fossi in voi farei un controllino 😉 

Passiamo alle cose serie: puoi sintetizzare in una frase il vostro lavoro?

La Bonifica ambientale di microspie e in generale di apparati per poter ascoltare, vedere e localizzare le persone è una attività che richiede una grande esperienza e soprattutto un costosa e sofisticata attrezzatura elettronica capace di individuare i segnali che questi trasmettono. Non contenti, riusciamo inoltre ad individuare anche microtelecamere nascoste o registratori audio che sono stati installati all’insaputa del proprietario dell’immobile/auto anche se sono spenti oppure in stand-by.

Che strumenti si usano per intercettare?

Le più comuni microspie attualmente sono apparati che trasmettono attraverso un GSM – come se fosse un vero e proprio telefonini, che permettono di ascoltare le conversazioni,carpire segreti sia privati che per quanto riguarda un business, da qualsiasi angolo del pianeta. Molto comuni sono anche le microcamere nascoste, in stile IENE o STRISCIA LA NOTIZIA che ben si mimetizzano nell’ambiente. Per ultimo i vari sistemi di localizzazione, che ormai hanno prezzi ridicoli e molto facili da utilizzare da chiunque.

E voi? che strumenti utilizzate?

La nostra strumentazione, computer e analizzatori digitali, ci permettono di scovare e individuare, dopo una opportuna analisi ambientale, apparecchiature che sono state installate da una terza persona, investigatore privato o chicchessia, a nostra insaputa. Con queste apparecchiature d’avanguardia siamo in grado di rintracciare cimici, microspie o telecamere senza dover spostare oggetti, quadri o scrivanie. la nostra attività risulta quindi essere poco invasiva e veloce.

Che costi può avere una bonifica ambientale?

Molto dipende dalle dimensioni del locale/locali che si vuole bonificare, oltre alla distanza dalla nostra sede operativa. In linea digitale però possiamo dire che per un ufficio medio piccolo il costo è a partire da 900 euro, mentre per una abitazione da circa 500 euro. Per quanto riguarda l’auto il costo si aggira sui 300/350 euro. Per aver comunque un prezzo in linea alle esigenze del cliente chiediamo a questo di richiederci sempre un preventivo gratuito.

Chi sono i vostri clienti?

La nostra esperienza ci ha portato a lavorare per conto di grandi aziende private, pubbliche, che avevano paura di furti di dati aziendali e quindi con un possibile danno per il loro business. Lavoriamo anche per privati, i quali vogliono stare tranquilli che la loro auto non venga localizzata magari da qualche investigatore privato . Per ultimo possiamo dire che lavoriamo anche per personaggi famosi dello spettacolo, i quali vogliono preservare la loro privacy.

Il mercato delle bonifiche ambientali che futuro ha secondo voi?

Poter stare tranquillo nel proprio lavoro, sapendo che nessuno ci sta “rubando” delle informazioni importanti direi che è fondamentale e quindi il nostro intervento, per il costo che può avere, è altamente ripagato. Per quanto riguarda il privato, a volte si sottovaluta il fatto che chiunque, a livello amatoriale e non, ci posso nascondere una cimice o una telecamera, e rovinare la nostra immagine, o peggio la nostra privacy. Sotto questo punto di vista la nostra società ci sta portando a mettere in contatto con più persone possibili e quindi il rischio per la nostra vita privata e sempre maggiore.

Se vi abbiamo messo la pulce nell’orecchio (o cimice?) e temete di essere sotto controllo, fate un giro sul sito Bonifiche-microspie.it, e troverete tutte le info di questa misteriosa e affascinante realtà.