Monthly Archives: ottobre 2013

Aggiornamento WordPress, risultato? Internal Server Error su Hosting Linux Aruba

error500-worpress

Mi è capitato un’ora fa, così ho deciso, dopo aver risolto il problema, di creare questo micro-post 🙂

Se avete lanciato l’aggiornamento di WordPress, e il risultato è stato un catastrofico “500 Internal Server Error“, e se state utilizzando un hosting linux di Aruba, beh allora credo che questo post sia il vostro post 🙂

La soluzione è veramente semplice, ecco i 4 passi per risolvere:

1. Andate sul pannello di amministrazione del vostro dominio dall’indirizzo: http://admin.nomedominio.estensione e inserite la vostra ID e Password Aruba

2. Cercate questa icona:

pc_hosting_Linux

3. Una volta entrati nell’area di gestione del server Linux cercate “strumenti e impostazioni” e all’interno di questo menu il bottone “riparazione permessi” o “riparazione permissions”

4. confermate la riparazione di permessi su files e cartelle, e vedrete che tutto tornerà online e funzionante!

10 anni di wrong SEO: “Fatta la legge, gabbato lo santo”

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Questo post vuole ripercorrere in maniera assolutamente sommaria, irriverente  e soggettiva quella che è una visione dell’attività SEO “sbagliata” negli ultimi 10 anni, ovvero da quando personalmente ho iniziato ad occuparmi di ottimizzazione  e posizionamento nei motori di ricerca dei siti web.

“Fatta la legge, gabbato lo santo”

Già perché Google, che detiene da anni il monopolio del settore motori di ricerca, ha sempre cercato di aggiornare i propri algoritmi al fine di ottenere la “serp perfetta“: risultati attinenti alla ricerca dell’utente,  privi di spazzatura, e di spam. La risposta del popolo SEO a queste implementazioni è spesso virata verso una interpretazione estrema, rivolta a spingere sui fattori di ranking “del momento” , non di rado perdendo di vista le semplicissime linee guida di Google.

Il risultato? come in tutti i casi in cui si cerca di “fregare” un sistema, quel sistema (nel nostro caso Mountain View) ricorre alla repressione.

Vado ora ad indentificare (semplificando in maniera grossolana)  le 4 tappe storiche fondamentali: 

  • GLI INIZI: Inserire keys ovunque, e comparire in prima posizione su Google. La sovra-ottimizzazione di fatto ci proietta  nella prima pagina, anche se il nostro sito non è altro che un accumulatore di chiavi di ricerca senza un filo logico. Basta scrivere, copiare/incollare, centinaia di migliaia di parole in pasto al crawler di Google!
  • L’ERA DEL PAGE RANK: Ottenere migliaia di links (di qualsiasi tipo, a pagamento, site wide, da qualsiasi tipologia di sito web, e perchè no: creando dei programmi appositi per moltiplicare i links). La nostra attività di link building allunga  quella maledetta barretta verde, e spinge ai vertici delle serp il nostro sito.
  • APRIAMO LE GABBIE DELLO ZOO: Nel giro di 2-3 anni arrivano Panda, Pinguini e Colibrì a depurare le serp. Tutto quello che i “cattivoni” SEO hanno per anni cercato di inventarsi nella rincorsa all’algoritmo Google viene non solo vanificato, ma anche PENALIZZATO. Nella realtà, soprattutto con l’avvento del primo Panda, migliaia di siti web iper-ottimizzati, super linkati e dotati di centinaia di pagine clone o di scarso valore, vengono azzerati, con percentuali di perdita di traffico variabili dal 40% all’80% 
  • CONTENT IS KING, AND SOCIAL IS THE QUEEN: E’ la fase attuale (2013), parzialmente un ritorno all’origine, se intesa come quella che dovrebbe essere la stella polare di ogni buon seo: il sito si posizionerà se attinente alle ricerche, e se autenticamente  autorevole agli occhi del web.

Di sicuro orde di giovani SEO (perché l’80% di quelli vecchi sono impegnati a riparare i danni delle penalizzazioni) staranno anche oggi macchinando trucchi, sistemi incredibilmente complessi, atti a trovare l’automatismo, il segreto per salire nelle serp.

Salvo scoprire che oggi fortunatamente può succedere questo: una serp naturale spesso e volentieri posiziona un sito che un SEO non l’ha mai neanche incrociato, e che  semplicemente appare nelle prime posizioni, anche con una chiave incredibilmente difficile, solo perchè è autorevole e soddisfa le aspettative dell’utente.